Coagulazione
Fattori della coagulazione e trombofilia ereditaria: il ruolo della diagnostica genetica
Esplora le soluzioni per l’analisi dei fattori della coagulazione
Varianti genetiche e analisi molecolare
Tra le varianti genetiche considerate nella valutazione della trombofilia ereditaria rientrano:
- Fattore V Leiden (gene F5): associato a una maggiore predisposizione alla trombosi venosa;
- variante G20210A della protrombina (gene F2): associata a un aumento del rischio di trombosi venosa.
Nuclear Laser Medicine propone test per l’identificazione di queste varianti e prodotti che analizzano anche altri geni, tra cui MTHFR. Le comuni varianti MTHFR, tuttavia, non sono considerate un indicatore utile per valutare la trombofilia ereditaria: il loro eventuale risultato non va equiparato a quello delle varianti F5 e F2.
Il ruolo dei test nella valutazione del paziente
L’indagine genetica può essere presa in considerazione in specifiche situazioni cliniche, per esempio dopo determinati eventi trombotici o in presenza di una storia familiare rilevante. La scelta di eseguire il test spetta allo specialista, che valuta se il risultato possa incidere concretamente sulle decisioni cliniche. Le informazioni genetiche vengono poi interpretate insieme alla storia del paziente, agli esami di laboratorio e agli eventuali fattori di rischio acquisiti.