+39 02 952451 segreteria@nlm.it

Coagulazione

Fattori della coagulazione e trombofilia ereditaria: il ruolo della diagnostica genetica

I disturbi della coagulazione alterano l’equilibrio tra formazione e dissoluzione dei coaguli di sangue. In alcune persone, specifiche varianti genetiche aumentano la predisposizione alla trombosi venosa, una condizione definita trombofilia ereditaria. La loro identificazione può fornire informazioni utili alla valutazione del rischio individuale, insieme alla storia clinica e agli altri fattori predisponenti. La formazione di un coagulo è un processo fisiologico che arresta le emorragie. Quando questo equilibrio si altera, possono formarsi coaguli che ostacolano il flusso sanguigno e causare eventi come trombosi venosa profonda ed embolia polmonare. Il rischio dipende anche da fattori non genetici, tra cui interventi chirurgici, immobilizzazione prolungata, gravidanza e alcune terapie ormonali. La presenza di una variante genetica non significa, da sola, che si verificherà una trombosi.

Esplora le soluzioni per l’analisi dei fattori della coagulazione

Consulta i prodotti disponibili per l’identificazione delle varianti genetiche associate ai fattori della coagulazione. Le soluzioni Nuclear Laser Medicine permettono ai laboratori di scegliere i test più adatti ai target da analizzare e alle proprie esigenze operative.

Varianti genetiche e analisi molecolare

La diagnostica molecolare permette di ricercare specifiche varianti nei geni coinvolti nella coagulazione. L’analisi contribuisce a caratterizzare una possibile predisposizione ereditaria, ma il risultato deve essere interpretato insieme alla storia clinica e agli altri fattori di rischio del paziente.

Tra le varianti genetiche considerate nella valutazione della trombofilia ereditaria rientrano:

  • Fattore V Leiden (gene F5): associato a una maggiore predisposizione alla trombosi venosa;
  • variante G20210A della protrombina (gene F2): associata a un aumento del rischio di trombosi venosa.

Nuclear Laser Medicine propone test per l’identificazione di queste varianti e prodotti che analizzano anche altri geni, tra cui MTHFR. Le comuni varianti MTHFR, tuttavia, non sono considerate un indicatore utile per valutare la trombofilia ereditaria: il loro eventuale risultato non va equiparato a quello delle varianti F5 e F2.

Il ruolo dei test nella valutazione del paziente

L’indagine genetica può essere presa in considerazione in specifiche situazioni cliniche, per esempio dopo determinati eventi trombotici o in presenza di una storia familiare rilevante. La scelta di eseguire il test spetta allo specialista, che valuta se il risultato possa incidere concretamente sulle decisioni cliniche. Le informazioni genetiche vengono poi interpretate insieme alla storia del paziente, agli esami di laboratorio e agli eventuali fattori di rischio acquisiti.

Soluzioni per l’analisi dei fattori della coagulazione

Le tecnologie di diagnostica molecolare consentono ai laboratori di identificare le varianti ricercate dai singoli test. Esplora i prodotti Nuclear Laser Medicine dedicati ai fattori della coagulazione e contattaci per informazioni sui target analizzati e sulle soluzioni più adatte alle esigenze del tuo laboratorio.

Attenzione

Il Sito che stai consultando contiene materiale pubblicitario relativo ai nostri prodotti.
Ai sensi della normativa vigente, ti informiamo che il materiale pubblicitario su questo sito è destinato esclusivamente a personale sanitario specializzato.